Editrice Parnaso

Casella di testo: Il catasto onciario di Foggia
Principiato nel 1741
Il volto della Città nel Settecento
A cura di Luigi P. Marangelli
Casella di testo: Il curatore prof. Luigi P. Marangelli, pone subito l’accento sulla tabella, dallo stesso compilata, di conversione e tassazione della rendita valutata in ducati (moneta reale) e la tassazione in once (moneta virtuale). Senza di essa è impossibile capire come si esplica la tassazione e rilevare le anomalie. Non la si trova in altri lavori pubblicati
Nel librone del catasto conservato nella Sala Catasti dell’Archivio di Stato di Napoli sono elencate 2830 partite catastali di cui 2657 sono fuochi, ossia nuclei famigliari  per complessivi 9970 abitanti. Le partite catastali sono distribuite in 8 categorie: Cittadini, Minori (età inferiore ai 18 anni), Zitelle, Chiese monasteri e luoghi pii (siti in Foggia), Ecclesiastici, Forestieri abitanti laici, Bonatenenti forestieri non abitanti, Luoghi pii (non siti in Foggia). 
Gli abitanti vivevano in case palazziate, case e baracche. Le case si distinguevano dalle baracche che non erano in legno come usualmente si crede. Le case avevano mura perimetrali spesse in pietra e la volta in pietra o tufo mentre le baracche avevano mura di sostegno meno spesse in tufo o mattonelle con il tetto sostenuto da capriate su cui poggiavano impalcature in legno che supportavano le tegole (embrici). La fabbrica di tegole era allocata in via Manfredonia dietro la “Pianara”. Alcune baracche composte da molti membri sono abitate da cittadini di ceto elevato. 
Numerose le case palazziate, ben 78, descritte in una tabella indicante l’intestatario, l’ubicazione, la consistenza e il numero di partita catastale. È un indice dell’opulenza della città. 
Troviamo riprodotta la pianta di Foggia di Angelo Rocca del 1593 (Biblioteca Angelica) da cui si evince che contrariamente a quanto si riteneva la città aveva le mura che presentavano cinque aperture: Porta Arpana (Porta grande), Porta picciola (Inizio di via Arpi), Porta reale (via Duomo angolo via    ), Porta di S. Domenico (di fronte al Credito Italiano) e Porta di S. Tommaso (confine via Manzoni). 
È inoltre riportata la pianta del territorio di Foggia e l’incisione di Cassiano da Silva pubblicata in Pacichelli (Del Regno di Napoli in prospettiva, Napoli 1703). 
Dopo l’analisi sugli aspetti sociali, economici descritti in tabelle statistiche tra cui anche il patrimonio degli animali si elencano le partite catastali. E subito una rilevante anomalia: nella prima partita, quella del duca d’Oratino Antonio Giordano, si evidenziano correzioni manuali sulle tassazioni. Un 400 corretto a 200 che, data l’importanza del titolare, poneva grossi sospetti. Ma anche dall’analisi di animali di altri catasti si poteva dedurre che animali da gregge venivano tassati con coefficiente 10/3 mentre quelli da mandria erano tassati per metà (coeff. 10/6). Evidentemente il duca si era ribellato ottenendo la riduzione del 50% confermata per tutti gli animali da mandria di tutte le successive partite catastali. Basta ricordare che Foggia era sede della Dogana delle pecore che gestiva la transumanza. Le pecore rendevano sia per il latte e suoi derivati (Ricotta, formaggio, lana) di cui si lavoravano i prodotti caseari che venivano trasportati fino a Napoli.    
Ma altre sorprese non mancano: grazie alla tabella compilata dal curatore, si rileva un grosso errore nel riporto complessivo dell’importo dei tributi degli Ecclesiastici. Mentre la somma complessiva degli importi individuali è di once 2727:16 l’importo riportato è di once 2146:09. La differenza è di once 581 e tarì 07 che dovrebbero trovarsi in più nelle casse dei tributi versati all’Università.  
La città era circondata da quattro zone denominate: Borgo S. Antonio Abate (Ove oggi è il Credito Italiano era la chiesa), Borgo di Gesù e Maria, Borgo Chiesa delle colonne, Borgo della Chiesa delle Croci.
 Ancora dalle tabelle biometriche si rilevano picchi nelle età dichiarate dai capifuoco che vanno dai 20 anni di cinque in cinque mostrano che l’età era calcolata a… lustri. 
Da notare la tabella della distribuzione dei beni nelle otto categorie. Numerosi i forestieri affluiti a Foggia. Sono presenti infatti ben 516 fuochi e riportati per ciascuno di essi l’attività, la provenienza.   
Sono analizzati aspetti sociali, biometrici, economici descritti con tabelle statistiche tra le quali il patrimonio zootecnico e la toponomastica corrente. 
Ma altre sorprese non mancano: grazie alla tabella di conversione compilata dal curatore, si rileva un grosso errore nel riporto complessivo dei tributi degli Ecclesiastici. Gli importi individuali assommano ad once 2727:16 ma l’importo riportato è di once 2146:09. La differenza è di once 581 e tarì 07 che dovrebbero trovarsi in più nelle casse dei tributi versati all’Università.  
Dopo le necessarie premesse si presentano le partite catastali che iniziano con i Cittadini.
È inoltre riportato l’indice dei cognomi, per facilitare la ricerca che sarebbe stata pressoché impossibile poiché le partite catastali sono elencate per nome proprio di persona.  
Tante altre importanti e preziose notizie si possono trarre consultando il lavoro in oggetto che è stato formulato proprio per ricerche di studiosi e cultori della storia della città.

Da sinistra Luigi P. Marangelli, Maria Nardella, Peppino D’Urso, Saverio Russo. Museo Civico di Foggia 14 maggio 2014. Presentazione del volume Il Catasto onciario di Foggia. Il volto della Città nel Settecento.