Personaggi di Rodi

Col passare degli anni, Pietro Agostinelli, scrittore e musicista rodiano, sente sempre più il bisogno di far in modo che vecchie e nuove generazioni non perdano il contatto con le loro radici e, a mio parere, il modo migliore per non dimenticare è mantenere il ricordo attraverso le cose più semplici, i racconti di vita quotidiana e l’ambiente che ci appartiene ancora oggi.

L’amore di Pietro per la sua terra lo ha portato a scrivere già altre volte sui luoghi che l’hanno visto crescere, infatti non è la prima volta che si cimenta in questo genere di ricerche, dimostrando rispetto e devozione per la cultura e la tradizione popolare.

Ci tengo per questo a ricordare le altre sue pubblicazioni:

Poesie del Gargano, Editrice Araiani, Rignano Garganico, 2007;

Rodi… sull’onda dei ricordi, Grafiche Di Pumbo, Rodi Garganico,  2008;

L’idioma di Rodi, Foggia, Editrice Parnaso, Foggia 2009.

In questo ultimo libro in particolare ha voluto percorrere le tappe storiche di Rodi dalla sua fondazione fino ai giorni nostri. Ha fornito inoltre un’accurata descrizione delle chiese, quelle ancora in funzione e quelle ormai abbandonate, perché da sempre sono luogo di ritrovo e di raccoglimento per la popolazione del Gargano.

La parte centrale del testo è dedicata a quelle persone che, in piccolo o in grande, hanno arricchito la sua terra. I racconti spaziano dalla vita dell’umile pescatore senza cultura al medico affermato che fa carriera oltre il Gargano; dai bracci destri del fascismo ai comunisti più convinti; dai parroci che sono stati una guida per il paese ai musicisti che hanno allietato le vie della città con le loro serenate; ecc.

Pietro ha voluto insomma mettere per iscritto, le storie di gente che forse nessuno avrebbe mai ricordato, perché per la maggior parte si tratta di uomini comuni e semplici, ma talmente ricchi moralmente che non possono essere dimenticati.

Ha ampliato ogni racconto con detti e proverbi dialettali, perché considera il dialetto la lingua madre di ogni terra, portatore di valori, affetto, saggezza e tradizioni, che ci permette di non perdere il legame con i tempi andati.

D’altra parte il passato deve essere un esempio per il futuro: nessuno di noi può andare avanti senza tener presente ciò che si è lasciato alle spalle e la scrittura è il miglior mezzo a nostra disposizione per far sì che nulla di ciò che è stato, sia dimenticato.

A questo proposito vale la pena citare un antico, ma sempre attuale proverbio latino: Verba volant, scripta manent.

Le parole volano, gli scritti rimangono.

Valentina Miglietta