Editrice Parnaso

Pietro Agostinelli

 L’idioma di Rodi

Casella di testo: L’amore di Pietro Agostinelli per la sua terra lo ha portato da tempo a indagare e a raccogliere materiale relativo alla vita quotidiana, alle tradizioni, alle attività e alla storia del suo paese.
In tanti anni di appassionata ricerca, Pietro è riuscito a raccogliere materiale veramente prezioso, che farebbe invidia a qualunque ricercatore.
Materiale che Agostinelli ha strappato a un sicuro oblio e che finalmente solo in questi ultimi tempi è riuscito a dare alle stampe.
Una fitta rete di ricerche che in questo libro spaziano dai proverbi ai nomignoli, al patrimonio lessicale, con i vocaboli dialettali rodiani, alla grammatica, in cui Pietro si cimenta con il tentativo di rispolverare un’antica dignità letteraria del nostro dialetto, a testimonianza che l’uso del vernacolo, per Agostinelli, non è un vezzo, ma una vera e propria operazione culturale.
Come nelle sue opere precedenti, anche in questo nuovo lavoro di Pietro Agostinelli il paese con le sue tradizioni e la sua storia è più che mai vivo e pulsante, grazie alla sezione in cui pure gli angoli più riposti della nostra cittadina trovano il loro giusto spazio nei versi che Agostinelli ha voluto dedicare a questi come a quelli più famosi e più visitati, a partire dal Santuario della Madonna della Libera, intorno al quale da secoli i rodiani e l’intero Gargano si sono sempre ritrovati per trarre auspici prima di intraprendere qualsiasi attività. Un viaggio poetico, che riesce a far rivivere le atmosfere che attorno a quei luoghi la tradizione ci ha tramandato.
Il libro sembra animarsi. Nei versi di Agostinelli troviamo, infatti, non stereotipate immagini, ma voci autentiche di un popolo, di cui l’Autore si fa interprete, e ogni angolo del paese, dalle stradine del centro storico, agli spazi più ampi che si aprono sull’orizzonte di uno stupendo paesaggio marino, su cui i rodiani si sono da sempre misurati con le forze della natura, ora, grazie ad Agostinelli, sembra ripopolarsi e rivivere.
Così come le stesse persone sembrano rivivere nei nomignoli che ne immortalano qualche particolare fisico, una attività, la provenienza.
Memorie che Agostinelli ha trasformato, grazie ai suoi libri, in un seme prezioso per la nostra comunità rodiana, che ha bisogno di crescere e di riappropriarsi delle proprie origini e della propria identità con cui porsi sulla strada del progresso, perché “chi non ha memoria, non ha futuro”.
Proprio per questo, mentre Rodi sembra muoversi a grandi passi verso il suo futuro, è forse ancora più importante recuperare quegli aspetti culturali che devono permeare ogni nostra attività, per darle spessore. Quegli aspetti che ognuno di noi si porta dietro, in silenzio, ma ai quali ognuno di noi è profondamente legato, perché carichi di storia, la nostra storia. Essi sono così preziosi che giammai nessuno si sognerebbe di farne a meno, sono solo accantonati, sopraffatti dalla modernità, ma pur sempre custoditi nel nostro cuore, nella nostra mente, e ci rassicura sapere che ci sono, perché rappresentano le nostre radici, la nostra identità. Per questo siamo ancora più grati se qualcuno, come Pietro Agostinelli, ce li ripropone, procurandoci un piacere misto di nostalgia e di appartenenza.

Rodi Garganico, li 10 maggio 2009                                                                                    Pietro  Saggese
Casella di testo: Prefazione di P. Saggese